Esiste una dicotomia fra istruire ed educare a scuola? Il professor Italo Fiorin, presidente della scuola di alta formazione EIS (Educare all’Incontro e alla Solidarietà) dell’Università LUMSA di Roma, durante il convegno EDUCARE A SCUOLA ci ha dato una risposta.
Nella proposta culturale e formativa, nella relazione didattica e nell’allestimento dell’ambiente di apprendimento è riconoscibile la connotazione educativa che qualifica anche l’atto di istruire. I fondamentali documenti internazionali e i curricoli nazionali hanno in qualche modo riconosciuto e fatto propria questa impostazione.
La scuola non si propone oggi una visione meramente funzionale dell’istruzione, ma punta a declinare insieme l’imparare a imparare con l’imparare a essere e a convivere, in una cura integrale per lo sviluppo della persona. Diventano quindi chiave lo sviluppare pienamente le proprie capacità e mettere a disposizione del bene comune i propri talenti. Il sapere che interessa le aule scolastiche è una conoscenza costruita insieme attraverso una partecipazione attiva che si lascia interrogare dall’esperienza, che risponde anche a principi etici di coinvolgimento nei temi cruciali della vita della comunità.
Questa idea di scuola risponde anche alle attese degli studenti: essere considerati come persone, essere accolti nella loro singolarità, essere aiutati a scoprire ed esprimere le proprie capacità e potenzialità, essere considerati anche per l’impegno e non solo per le prestazioni.

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