iReport del Comitato scientifico #1 – Quale dirigente per quale scuola?

Venerdì 20 ottobre, presso la biblioteca del Centro culturale “Filippo Franceschi”, si è tenuto il secondo incontro della rassegna “Idee di scuola, scuola di idee”, rassegna che ci accompagnerà per l’intero anno scolastico 2023-24 con appuntamenti mensili. La Fondazione offre così vicinanza, aiuto e partecipazione che si concretizza in azioni di ascolto e formazione.

L’incontro di ottobre è stato dedicato ai dirigenti scolastici per continuare il dialogo che il Vescovo aveva già avviato in primavera, con la richiesta e la promessa di trovare ulteriori momenti di riflessione e confronto. L’obiettivo era quindi di offrire uno spazio di approfondimento e condivisione di fatiche e difficoltà, ma anche delle visioni e della speranza che nascono dall’esercizio di un ruolo così delicato per il buon funzionamento della scuola. Il tema scelto, “Quale dirigente per quale scuola?”, pone in analisi l’impegno e le funzioni esercitate dal dirigente scolastico nella scelta fra stili di leadership e gestione diversi, e talvolta alternativi per gli esiti che possono derivarne.

All’appuntamento hanno risposto una cinquantina di dirigenti scolastici della Provincia di Padova, in rappresentanza delle scuole pubbliche e paritarie. Dopo l’introduzione del presidente del Comitato scientifico della Fondazione Bortignon dott. Zannoni e un breve saluto del Vescovo, don Claudio Cipolla, che ha scelto di seguire l’intero svolgimento del seminario, e del presidente della Fondazione Bortignon, don Cesare Contarini, il compito di introdurre i lavori è toccato al prof. Alberto Riello, già docente e responsabile dell’educazione teatrale per l’USR Veneto, attore e regista.

Con un monologo dal titolo “Un uomo chiamato dirigente”, il prof. Riello ha percorso le diverse immagini del dirigente oggi, tra speranze e paure profonde, ha sondato idiosincrasie e desideri, lo ha accompagnato negli impegni ordinari e straordinari, ha espresso provocanti interrogativi circa il senso e la direzione di tanti affanni e preoccupazioni, suscitando nei partecipanti ulteriori interrogativi, nei quali riconoscersi e leggere un’esperienza.

Dopo i saluti del dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale dott. Roberto Natale e del responsabile dell’Ufficio Diocesano Scuola don Giorgio Bezze, la parola è passata al primo relatore, il prof. Italo Fiorin, presidente della Scuola di Alta Formazione EIS dell’Università Lumsa di Roma e già coordinatore della Commissione nazionale per il curricolo (2007) e del Comitato scientifico nazionale per le Indicazioni (2012). La riflessione ha passato in rassegna i più recenti paradigmi coi quali si è pensata l’innovazione scolastica e osserva che, sebbene la scuola istituzione non sia scomparsa, certamente non sembra occupare più quel ruolo centrale che per secoli ha occupato. Oggi gli ambienti di apprendimento e i sistemi di erogazione delle conoscenze si sono moltiplicati e la scuola appare come un puntino marginale nella grande rete dell’informazione e della formazione.

In questo mutato panorama educativo e culturale, quale è il posto della scuola? A che cosa serve la scuola, oggi? Di quale leadership ha bisogno una scuola che “serve”?

Una leadership capace di valorizzare la comunità, di lasciarsi ispirare dai valori più che dalle procedure, di sviluppare un apprendimento significativo, costruttivo, elaborato in collaborazione con gli altri, di promuovere metodi di insegnamento centrati sul protagonismo degli studenti e sull’attenzione alla realtà, di realizzare un lavoro di rete e coinvolgimento dei diversi attori: queste e molte altre le suggestioni, insieme ai dilemmi e alle sfide, che la relazione ha offerto ai partecipanti.

Ha fatto seguito l’intervento del dott. Dino Cristanini, già direttore generale dell’INVALSI e dirigente tecnico del Ministero dell’istruzione, attualmente autore di studi e pubblicazioni in materia di politiche scolastiche, questioni organizzative e didattiche, valutazione. La sua relazione ha posto in luce come le ricerche in campo sociale descrivano una società incerta e preoccupata di fronte a cambiamenti e prospettive che appaiono difficili da metabolizzare. Quali sono allora le risorse psicologiche e culturali da sviluppare per mettere gli allievi in grado di
guardare con fiducia al futuro? Nel corso degli anni alla scuola sono stati sempre più affidati nuovi compiti, per rispondere a emergenze, richieste e aspettative numerose e crescenti. Come definire un curricolo sostenibile? Dirigere la scuola richiede una professionalità multidimensionale e complessa. Cosa possiamo imparare dalle ricerche sulle modalità di esercizio della funzione dirigenziale scolastica?

Il Vescovo ha poi suggerito ai partecipanti tre stimoli per far fronte alla complessità del ruolo, senza soccombere, anzi mantenendo creatività e lungimiranza. Spiritualità, per prendere la giusta distanza e salvaguardare la propria interiorità, per riuscire a comprendere e governare i processi riconoscendo le priorità. Amicizia, rete di relazioni, per poter condividere difficoltà, ansie e preoccupazioni che devono essere portate insieme. Coraggio, per affrontare compiti difficili, ordinari e straordinari, ma sempre, come suggerisce l’etimologia della parola, facendo interagire mente e cuore.

I successivi interventi hanno condiviso preoccupazioni e visioni, hanno auspicato ulteriori momenti come quello offerto dal seminario per poter staccare la spina e riflettere, hanno testimoniato come anche la funzione del dirigente possa essere vissuta come “vocazione”. Alcune riflessioni hanno palesato i tanti fronti relazionali, in particolare i rapporti conflittuali con le famiglie; altre hanno invece sottolineato il peso crescente del contezioso e degli adempimenti amministrativi che poco tempo lasciano alla progettazione pedagogica e didattica. Ma sono anche state evidenziate la complessità e la bellezza di un ruolo che consente di offrire un contributo decisivo al buon funzionamento del servizio educativo e di istruzione.

La dottoressa Cipolli, a nome del Comitato scientifico, ha annunciato la prossima attivazione dello Sportello di Ascolto aperto alle diverse componenti della scuola. L’intento sarà di offrire gratuitamente aiuto e collaborazione, in un’ottica di rete e reciproco scambio, facendo tesoro dei temi che emergeranno anche dagli stessi seminari, per rendere più adeguata e attuale la proposta formativa.

Insieme ai saluti conclusivi e alla promessa di continuare un dialogo così felicemente avviato, il seminario si è concluso con un momento conviviale offerto dalla Fondazione Bortignon, perché accoglienza e relazioni positive costituiscano la cifra e lo stile di ogni incontro.

Approfondimento a cura di
Rocco Bello e Giovanni Battista Zannoni, Comitato scientifico – Fondazione G. Bortignon